Mia madre e la nascita delle religioni
È passato un mese da quando di mia madre è, ormai, rimasto solo il ricordo e molte fotografie.
Non c’è più il suo profumo e la sua giovialità pur negli affanni. Non ci sono più le sue mani che si industriano per preparare qui deliziosi pranzetti che solo lei sapeva fare.
Non c’è più il suo “calore” e i suoi “colori”. Non ci sono più le sue parole e i suoi abbracci.
Insomma, non c’è più la sua “presenza”.
Ti rendi conto come davvero siamo fragili, da un momento all’altro non esisti più. Svanisci.
I tuoi progetti, i tuoi desideri, le gioie e le tue paure, i tuoi dolori, puf, svaniti d’un tratto.
A chi resta, però, rimane anche un dolore lancinante, un pugno nello stomaco, mancanza d’aria e, ogni tanto, il sentirsi impazzire.
Sempre rimane il desiderio che non sia vero, che non sia possibile che tu non ci sia più, che non ti si possa più vedere o toccare; che non ti si possa più parlare; che non ti si possa sorridere e gridare.
E allora, comprendi, come sia l’uomo ad aver bisogno delle religioni, che sia il buddismo o il cristianesimo o qualunque altra poco importa.
È l’uomo che le crea perché sente il bisogno di pensare che “chi se ne va” non lo faccia per sempre.
Hai il bisogno dirompente che chi ami, chi hai amato, possa reincarnarsi in un uccellino o andare in paradiso.
Senti questo desiderio incomprensibile e forte di volere una “continuazione”, una seconda opportunità per godere ogni secondo del suo amore e per dare tutto l’amore che si merita e che ha ricevuto a sprazzi.
Hai bisogno di un “legame” indissolubile e desideri con tutte le tue forze che, si, per forza deve esistere un qualcosa.
Nel nostro universo non è possibile che “l’energia” si distrugga, al massimo si trasforma.
Ma poi la razionalità torna con tutta la sua brutale forza, la realtà ti assale nella sua crudezza.
E ti rendi conto che è vero, nulla si crea e nulla si distrugge; tutto si trasforma… in polvere.
Addio Mamma. Mi hai amato come solo una madre sa e può fare, anche quando non lo meritavo. Non lo dimenticherò mai.
Non ti dimenticherò mai!







stavo rientrando in camera e pensavo quanto sia inutile tutto quello che mi circonda, tanto prima o poi non ci saremo più e non porteremo via niente. Entro su fb e leggo il tuo post, anch’io sei mesi fa ho perso una persona cara, e ogni giorno il dolore per il distacco è straziante….. mi hai fatto piangere! Ogni tanto fa bene però, è liberatorio, altrimenti impazzisci
Rosita, mi dispiace per la tua perdita e, naturalmente, posso capire il tuo dolore.
Mi dispiace di aver contribuito a farti versare delle lacrime, anche se come dici tu è un atto di liberazione, di sfogo che, paradossalmente, ci fa stare meglio per qualche momento.
Purtroppo io non riesco a pensare che chi se ne va diventi un angelo, anche se lo vorrei con tutto me stesso!
…il tutto per dire che è davvero una “bella illusione” pensare che siano degli angeli.
Chey, leggo ,ancora una volta, le tue belle e commoventi parole che mi fanno sentire, se è possibile, ancor di più la mancanza di Giusy. Non dobbiamo cedere, se Lei potesse ci spingerebbe a non essere tristi e a ricordarla nella sua allegria e voglia di scherzare che spesso aveva. Non è facile! Non riesco neanche io, ma sforziamoci …
Un abbraccio, Cesare
Caro Cesare, cerco ogni giorno di “sforzarmi” di non essere triste. A volte ci riesco ma spesso no. Solo leggendo e distraendomi ogni momento riesco a non pensare.
Cerco di lavorare il più possibile!
Ti voglio bene.
Ciao Chey, sai dire le cose molto bene. Sono le stesse che penso anche io più volte al giorno, perchè non riesco a concepire la mancanza della mamma. Sento ” dentro” un vuoto incolmabile. Lei è sempre con me, ora e in ogni tempo.Ti sono vicina. Agela
Ciao cara Angela, ti voglio bene… e grazie per le tue parole!